CARTELLE ESATTORIALI

Notificazione delle cartelle esattoriali

In tema di onere probatorio relativamente alla notificazione delle cartelle esattoriali da parte dell'Agente per la Riscossione, la S.C. ha nuovamente chiarito (cfr. sentenza n° 6887/16 e sentenza 13584/17) che “grava sull’esattore l’onere di provare la regolare notificazione delle cartelle di pagamento […], tale onere doveva essere assolto mediante produzione in giudizio della “relata” di notificazione […] essendo esclusa la possibilità di ricorrere a documenti equipollenti”, come ad esempio “archivi informatici”.

Sempre in tema di notificazione delle cartelle esattoriali impugnate si rileva la palese e frequente violazione della normativa ex art. 26 DPR 602/73 ed art 60 DPR 600/73 oltre che delle connesse norme previste dal C.p.c. e dalla legge postale ove richiamate e come applicabili alla notifica delle cartelle esattoriali.

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8-5-2018
Agenzia delle Entrate

 OBBLIGHI PER EQUITALIA (ORA A.d.e. RISCOSSIONE) IN TEMA DI DOCUMENTAZIONE VERSATA IN CORSO DI CAUSA.

In tema di giudizi contro l'Agenzia dell'Entrate Riscossione (ex Equitalia) la legge prescrive che l'esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione.

Quindi l'A.d.E. Riscossione non solo non potrà depositare mere fotocopie delle cartelle esattoriali impugnate e delle relative notifiche, non solo non potrà più "auto - conferire" la conformità della propria documentazione mediante i propri funzionari, ma sopratutto dovrà ESIBIRE IN GIUDIZIO la cartella esattoriale in originale o in copia conforme (con conformità rilasciata da un soggetto TERZO) UNITAMENTE alla RELATA DI NOTIFICA O ALL'AVVISO DI RICEVIMENTO (in caso di notifica postale).

Allo stato attuale i casi in cui ciò non avviene sono una schiacciante maggioranza.

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19-4-2018
Multe: quando si parla di prescrizione

La legge stabilisce, da un lato, che il diritto di riscuotere le somme dovute per violazione al codice della strada si prescrive in cinque anni ma, dall’altro, che tali somme non possono essere riscosse da Equitalia (ora a.d.e. ricossione) se sono trascorsi più di due anni dalla ricezione del ruolo da parte del Comune che le ha irrogate.

Nel primo caso parleremo della prescrizione del diritto a riscuotere le somme da parte dell'ente riscossore e dell'ente impostore, mentre nel secondo caso parliamo di un termine di decadenza entro il quale le somme devono essere poste in riscossione .

 

In entrambi i casi il cittadino è legittimato a proporre opposizione, precisamente in tale ipotesi a proporre opposizione ex art 615 c.p.c. dinanzi al Giudice di Pace poichè competente per valore e materia.

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16-4-2018
LIMITI DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

In relazione ai LIMITI DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI, OVVERO IL PIGNORAMENTO SUL CONTO CORRENTE, DELLO STIPENDIO E DELLA PENSIONE, si precisano i limiti a cui soggiace l'Agenzia delle entrate per la Riscossione:

 

- le somme dovute a titolo di stipendio o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.

 

- resta ferma la misura di cui all'articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila, in tal caso la misura sarà il famoso quinto della prestazione, salvo alcune eccezioni.

 

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4-4-2018
Pagamento e Sanzioni Bollo Auto 2018

IMPORTANTI INFORMAZIONI SUL BOLLO AUTO 2018

Se il proprietario dell’auto non paga il bollo auto 2018 entro la scadenza, per cui vi è il mancato pagamento del bollo auto entro l’ultimo giorno del mese successivo al mese in cui è stato pagato il bollo l’anno precedente, ossia, entro il 31 Marzo 2018 se la scadenza è Febbraio, entro il 30 Aprile se la scadenza è Marzo, comporta da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’inizio delle procedure per il recupero del credito.

Tali procedure, consistono dapprima nell’invio di una lettera al proprietario, un avviso bonario speditodal Comune o dall'Agenzia delle Entrate, attraverso il quale s’informa che a seguito di verifiche nei sistemi informativi, il bollo auto per quel determinato veicolo risulta omesso e che la violazione commessa può essere immediatamente sanata se si provvede al relativo pagamento, entro 30 giorni dalla data di notifica dell’avviso, pena l’iscrizione a ruolo.

L’iscrizione a ruolo del bollo auto non pagato, è invece un atto formale che comporta la notifica di una cartella di pagamento o da altro agente della riscossione, e 60 giorni di tempo per pagare quanto dovuto, pena l’attivazione di procedure cautelari ed esecutive come ad esempio il fermo amministrativo sul veicolo, al fine di recuperare le somme dovute.

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16-3-2018