CONTRIBUENTI IN CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

Legge salva suicidi.

La legge 3 del 2012, meglio nota come legge salva suicidi per i contribuenti in crisi da sovraindebitamento è attualmente una delle misure più valide per aiutare i contribuenti in difficoltà economica.

In un periodo in cui si fa un gran parlare di condono, rottamazione delle cartelle o pace fiscale, impariamo a conoscere cosa prevede la legge n. 3 del 2012.

Non sono pochi i privati cittadini che, a causa di eventi eccezionali e di particolari situazioni di crisi economica, non riescono più a pagare i propri debiti e si chiedono se esiste una via d’uscita. La legge salva suicidi è stata pensata proprio per rispondere a queste situazioni di reale difficoltà economica, o meglio sarebbe dire di sovraindebitamento.

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

24-1-2019
PROCEDURA DI ESDEBITAZIONE

La Legge n. 3/2012 modificata dal D.L. n. 179/2012 convertito in L. n. 221/12 introduce nel nostro ordinamento la procedura cosiddetta di esdebitazione rivolta a tutti quei soggetti che sono sovra indebitati e che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge Fallimentare.

La normativa tende a prospettare un rimedio a tutte quelle situazioni di sovra indebitamento in cui un soggetto può incorrere, per tutta una serie di eventi che esulano dalla sua volontà: perdita di lavoro, malattie, crisi familiari, etc. che comportano un insostenibile aumento di oneri finanziari da pagare ai creditori, consentendo allo stesso debitore di liberarsi dai debiti e disporre nuovamente delle proprie risorse patrimoniali.

Per accedere alla Procedura di Esdebitazine occorre: 

1) essere un soggetto non fallibile o essere un debitore che non svolge attività imprenditoriali o professionali (condizione soggettiva); 
2) trovarsi in una situazione di sovra indebitamento, aver contratto debiti a cui non è più possibile far fronte (condizione oggettiva).

Uno dei vantaggi di questo nuovo strumento normativo è che si tratta di una procedura snella e veloce: il ricorso presentato dall'avvocato secondo i requisiti previsti dalla legge, viene sottoposto alla verifica preliminare da parte del Tribunale, in merito al fatto che il piano del consumatore o la proposta dell'accordo non violino norme imperative. Successivamente, con l'ausilio dell'organismo di composizione della crisi, il Tribunale valuta meritevolezza, fattibilità e convenienza della domanda che, se accolta e a determinate condizioni, può condurre alla liberazione dal debito originario.

Le tre nuove procedure sono riservate a tutti quei soggetti non assoggettabili alla procedura di fallimento, concordato preventivo, ed al procedimento di cui all'art. 182 bis della Legge Fallimentare e, pertanto: agli imprenditori commerciali le cui dimensioni escludono la loro assoggettabilità al fallimento; ai fideiussori che abbiano garantito debiti di un imprenditore fallito, in quanto non fallibili per legge; agli imprenditori agricoli; ai soggetti che svolgono un'attività di libera professione; al consumatore considerando che anche l'imprenditore o il professionista possono qualificarsi consumatori ai sensi della disciplina esaminata, purchè l'indebitamento derivi da consumi propri, ossia da obbligazioni assunte al di fuori della propria attività di impresa. Le procedure disciplinate dalla legge in esame sono tre: 

1) ACCORDO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI 
2) PIANO DEL CONSUMATORE 
3) LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO DEL DEBITORE. 

il debitore consumatore può accedere a tutte e tre le procedure; le altre tipologie di debitori possono accedere solo alle procedure di accordo di composizione della crisi e della liquidazione del patrimonio. 

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

28-11-2018
CRISI DI CRISI DI SOVRAINDEBITAMENTO: requisiti e procedure.

Il consumatore, per poter accedere alla cosiddetta crisi di sovraindebitamento, deve presentare dei requisiti:

  • Essere un consumatore, non un soggetto fallibile

  • Non aver chiesto nei 5 anni precedenti alcune delle procedure previste per il risanamento dei debiti

  • Fornire tutta la documentazione idonea sul proprio bilancio economico familiare

 

Una volta accertati i requisiti per poter accedere alla procedura di crisi di sovraindebitamento, il consumatore deve rivolgersi al O.C.C. preferibilmente mediante patrocinio qualificato.

Questi organismi, che devono avere le abilitazioni concesse attraverso la legge da parte del legislatore italiano, stipulano insieme al consumatore un prospetto economico di tutte quelle che sono le sue entrate, per poi stabilire le modalità di rientro delle obbligazioni che il consumatore debitore ha precedentemente contratto con diversi creditori.

 

In questa fase è di fondamentale importanza che il consumatore dimostri la sua buona fede, ossia la possibilità da parte del consumatore stesso di mettere a disposizione di questi organismi tutta la documentazione inerente la sua vera situazione patrimoniale, quindi quelle che sono le vere uscite mensili a cui il debitore consumatore deve fare fronte.

Un volta che le O.C.C. o i professionisti abilitati hanno redatto insieme al consumatore questo piano, verrà depositato in Tribunale, in attesa dell'omologa con provvedimento inibitorio per ogni azione dei creditori, ponendo il consumatore in salvo.

 

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

28-11-2018
DEBITI

Piano di rientro dai debiti più semplice se il debitore è "meritevole".

Presso il Tribunale di Torino, il debitore per risolvere la situazione debitoria, accedeva ad una procedura di Piano del Consumatore, di cui alla Legge 3/2012 sul sovraindebitamento.

Tale procedura, volta a risolvere le situazioni di sovraindeitamento del consumatore, permette – esclusivamente a consumatori, ovvero a soggetti che hanno contratto i debiti per scopi estranei ad ogni tipo di attività professionale o di impresa – di vedersi riportare il debito a quanto è possibile pagare nella condizione attuale, indipendentemente dall’ ammontare iniziale del debito e delle rate dello stesso.

Condizione fondamentale è che venga riconosciuta al sovraindebitatato la qualifica di “meritevolezza”, ovvero di non avere in qualche modo colpe nell’ avere provocato la situazione di sovraindebitamento.

Il Tribunale di Torino ha attentamente verificato che il soggetto licenziato si era sempre comportato con diligenza, avendo avuto uno stile di vita normale ed avendo pagato fino a quando gli era stato possibile le rate dei debiti contratti.

Inoltre è stata verificata l’impossibilità di trovare un nuovo lavoro alle condizioni del precedente e che nel periodo di crisi il debitore non aveva cercato di sottrarre patrimonio ai propri creditori.

Fatte le verifiche sopra esposte, il Tribunale ha sentenziato l'omologa del piano ed la conservazione di una larga parte del patrimonio ecomonico del debitore, con la cancellazione di una cospicua parte dei debiti contratti.

 

 

 

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

2-10-2018
CONTRIBUTI

PRESCRIZIONE CONTRIBUTI INAIL E INPS

I contributi Inps e Inail sono soggetti a prescrizione quinquennale. Ma non solo. Anche in caso di cartella di pagamento per crediti INPS o INAIL non può trovare applicazione la prescrizione decennale prevista dall’art. 2953 c.c., poiché tale norma non si riferisce a qualsiasi pretesa, ma solo a pronunce giurisdizionali definitive, le uniche alle quali può riconoscersi efficacia di giudicato.
Ciò è quanto sancito da una sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (cfr. Cass. n.23397\2016 del 17.11.2016) il cui principio è stato avvallato dal Tribunale di Busto Arsizio -Sezione lavoro, il quale, proprio richiamando la Suprema Corte, ha recentissimamente dichiarato la nullità delle pretese dell’INPS poiché prescritte in cinque anni (Tribunale Ordinario di Busto Arsizio/ Sezione Lavoro, sentenza n.53 del 6/02/2017.

Ti piace questo contenuto? Condividilo sui social:

2-10-2018