IMPUGNAZIONE CARTELLE ESATTORIALI

Con le ultime pronunce degli Uffici Giudiziari della Campania e del basso Lazio, l'Avvocato Roberto Viola ha conseguito circa 100 sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate - Riscossione.

 

La tutela contro l’aggressione dell’ente riscossore è possibile ed è lecita, in qualunque Ufficio Giudiziario ed in pendenza ( o meno) di provvedimenti quali pignoramento presso terzi ovvero fermo amministrativo o ipoteca legale, è sempre possibile approntare una difesa tecnica in favore del contribuente ingiustamente soggetto al giogo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione o dei singoli enti impositori.

 

Per visualizzare tutta la documentazione relativa alle sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate fai click sui seguenti link:

SENTENZA 1

 

SENTENZA 2

 

SENTENZA 3

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20-5-2019
ESTRATTO DELLA SENTENZA n. 513/2019 EMESSA DAL TRIBUNALE DI NAPOLI - SEZ. LAVORO . IN MATERIA DI CARTELLE DI NATURA CONTRIBUTIVA.

"Le cartelle esattoriali oggetto del presente ricorso hanno ad oggetto crediti Inps e quindi la citazione in giudizio di quest'ultimo deve ritenersi corretta essendo esso Istituto titolare della posizione creditoria. Anche Equitalia sud è stata correttamente evocata in giudizio in quanto l'opponente eccepisce la mancata notifica di atti interruttivi della prescrizione.

Nel caso di specie ci troviamo di fronte ad un'opposizione all'esecuzione ai sensi dell'articolo 615 comma del codice di procedura civile, che è stata effettuata nei termini di legge. Assorbente è la prescrizione maturata.

L'opponente ha fatto valere nel presente giudizio la prescrizione del diritto di procedere ad esecuzione forzata perché non sono mai state le cartelle notificate all’opponente e seppur siano state notificate, dalla data della loro notificazione sono comunque prescritte perché nei cinque anni successivi nessun atto interruttivo della prescrizione è stato posto in essere successivamente alla presunta notifica delle cartelle esattoriali.

La scadenza del termine per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui al D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 24, comma 5, produce soltanto l’effetto della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione..."

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20-5-2019
IL PIANO DEL CONSUMATORE

Il piano del consumatore può essere utilizzato da una persona fisica (esclusi dunque professionisti, associazioni, start up innovative, imprenditori agricoli e piccoli commercianti) che non riesce a ripagare i propri debiti o che si trova in una “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile”.

Condizione per accedere al piano è che il debito non provenga da un’attività professionale o imprenditoriale. Il cittadino deve inoltre essere «meritevole». Ciò vuol dire che non deve aver utilizzato un credito sproporzionato rispetto al suo patrimonio. Tramite il proprio avvocato, il consumatore dovrà presentare al Tribunale il proprio piano.

I Giudici provvederanno quindi a nominare un organismo di composizione della crisi che avrà l’incarico di verificare che il cittadino abbia detto il vero sulla propria situazione patrimoniale e di dare un parere sull’applicabilità del piano di rientro proposto.

Il debitore avrà inoltre la possibilità di “mettere sul piatto” eventuali crediti futuri, come per esempio il Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Il Tribunale, sentito il parere dell’organismo, deciderà il da farsi senza chiedere il consenso dei creditori. Questi ultimi hanno però la possibilità di essere ascoltati e presentare le loro contestazioni. Nel caso in cui i Giudici dessero il loro assenso, il privato potrà ripagare parzialmente i propri debiti e non dovrà liquidare il proprio patrimonio per intero.

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20-5-2019
CONTRIBUENTI IN CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

Legge salva suicidi.

La legge 3 del 2012, meglio nota come legge salva suicidi per i contribuenti in crisi da sovraindebitamento è attualmente una delle misure più valide per aiutare i contribuenti in difficoltà economica.

In un periodo in cui si fa un gran parlare di condono, rottamazione delle cartelle o pace fiscale, impariamo a conoscere cosa prevede la legge n. 3 del 2012.

Non sono pochi i privati cittadini che, a causa di eventi eccezionali e di particolari situazioni di crisi economica, non riescono più a pagare i propri debiti e si chiedono se esiste una via d’uscita. La legge salva suicidi è stata pensata proprio per rispondere a queste situazioni di reale difficoltà economica, o meglio sarebbe dire di sovraindebitamento.

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24-1-2019
PROCEDURA DI ESDEBITAZIONE

La Legge n. 3/2012 modificata dal D.L. n. 179/2012 convertito in L. n. 221/12 introduce nel nostro ordinamento la procedura cosiddetta di esdebitazione rivolta a tutti quei soggetti che sono sovra indebitati e che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge Fallimentare.

La normativa tende a prospettare un rimedio a tutte quelle situazioni di sovra indebitamento in cui un soggetto può incorrere, per tutta una serie di eventi che esulano dalla sua volontà: perdita di lavoro, malattie, crisi familiari, etc. che comportano un insostenibile aumento di oneri finanziari da pagare ai creditori, consentendo allo stesso debitore di liberarsi dai debiti e disporre nuovamente delle proprie risorse patrimoniali.

Per accedere alla Procedura di Esdebitazine occorre: 

1) essere un soggetto non fallibile o essere un debitore che non svolge attività imprenditoriali o professionali (condizione soggettiva); 
2) trovarsi in una situazione di sovra indebitamento, aver contratto debiti a cui non è più possibile far fronte (condizione oggettiva).

Uno dei vantaggi di questo nuovo strumento normativo è che si tratta di una procedura snella e veloce: il ricorso presentato dall'avvocato secondo i requisiti previsti dalla legge, viene sottoposto alla verifica preliminare da parte del Tribunale, in merito al fatto che il piano del consumatore o la proposta dell'accordo non violino norme imperative. Successivamente, con l'ausilio dell'organismo di composizione della crisi, il Tribunale valuta meritevolezza, fattibilità e convenienza della domanda che, se accolta e a determinate condizioni, può condurre alla liberazione dal debito originario.

Le tre nuove procedure sono riservate a tutti quei soggetti non assoggettabili alla procedura di fallimento, concordato preventivo, ed al procedimento di cui all'art. 182 bis della Legge Fallimentare e, pertanto: agli imprenditori commerciali le cui dimensioni escludono la loro assoggettabilità al fallimento; ai fideiussori che abbiano garantito debiti di un imprenditore fallito, in quanto non fallibili per legge; agli imprenditori agricoli; ai soggetti che svolgono un'attività di libera professione; al consumatore considerando che anche l'imprenditore o il professionista possono qualificarsi consumatori ai sensi della disciplina esaminata, purchè l'indebitamento derivi da consumi propri, ossia da obbligazioni assunte al di fuori della propria attività di impresa. Le procedure disciplinate dalla legge in esame sono tre: 

1) ACCORDO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI 
2) PIANO DEL CONSUMATORE 
3) LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO DEL DEBITORE. 

il debitore consumatore può accedere a tutte e tre le procedure; le altre tipologie di debitori possono accedere solo alle procedure di accordo di composizione della crisi e della liquidazione del patrimonio. 

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28-11-2018