Commento alla sentenza n. 9715/2019 in relazione all’annullamento di cartella esattoriale NON DOVUTA dal cittadino.

 

Il Tribunale di Napoli, dando seguito ad un orientamento che si va radicando grazie al costante impegno dell' Avv. Roberto Viola ed ovviamente alla crescente sensibilità della Magistratura (questa si degna della maiuscola), annulla, ancora una volta, una cartella di euro 14.153,40, di cui l' ignaro cittadino ne veniva a conoscenza solamente consultando il proprio estratto di ruolo.

 

Appare ormai di solare evidenza che gli abusi perpetrati dall'A.D.E.R. ( già Equitalia) in danno della cittadinanza inerme possono essere combattuti opponendo semplicemente la legalità e domandando l'applicazione di una concreta giustizia. Deve essere chiaro che il cittadino è tenuto a pagare i propri debiti, ma solamente quando ciò corrisponda al giusto, altrimenti giusto appare ricorrere all'Autorità Giudiziaria onde rimediare a ciò che giusto non è.

 QUI DI SEGUITO SI PUO' PRENDERE VISIONE DI TUTTE LE SENTENZE A FAVORE DEL CITTADINO

SENTENZA 1

SENTENZA 2

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4-11-2019
IPOTECA LEGALE E PIGNORAMENTO IMMOBILIARE DA PARTE DI A.D.E.R.
L’ipoteca può essere iscritta da A.D.E.R. solo per debiti a partire da 20mila euro. L’ipoteca può essere iscritta anche sull’unica casa del debitore.
Quanto alla procedura per l’iscrizione dell’ipoteca, Agenzia Entrate Riscossione può procedervi solo se è scaduto il termine:–a) di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, entro il quale l’obbligato è tenuto ad effettuare il versamento delle somme richieste; b) di 30 giorni decorrenti dal termine per il pagamento delle somme dovute in base all’accertamento esecutivo, dopo i quali le predette sono affidate in carico da Agenzia Entrate Riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata. L’iscrizione ipotecaria deve essere obbligatoriamente preceduta da un preavviso di ipoteca inviato al debitore da parte di Agenzia Entrate Riscossione, contenente l’avviso che se nel termine di 30 giorni non si provvederà al pagamento delle somme iscritte dovute, avrà luogo l’iscrizione ipotecaria.
Non è previsto che l’Esattore effetti altra successiva comunicazione, neppure dell’avvenuta iscrizione dell’ipoteca. Il pignoramento dell’immobile (e, quindi, la vendita all’asta dello steso) invece, è consentito solo se il debito supera 120mila euro. Tuttavia esso è impossibile se ricorrono le seguenti condizioni: c) il bene è l’unico immobile di proprietà del debitore, d) tale immobile deve essere adibito a civile abitazione, e) inoltre, in esso il debitore vi deve aver fissato la propria residenza.

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4-11-2019
IMPUGNAZIONE CARTELLE ESATTORIALI

Con le ultime pronunce degli Uffici Giudiziari della Campania e del basso Lazio, l'Avvocato Roberto Viola ha conseguito circa 100 sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate - Riscossione.

 

La tutela contro l’aggressione dell’ente riscossore è possibile ed è lecita, in qualunque Ufficio Giudiziario ed in pendenza ( o meno) di provvedimenti quali pignoramento presso terzi ovvero fermo amministrativo o ipoteca legale, è sempre possibile approntare una difesa tecnica in favore del contribuente ingiustamente soggetto al giogo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione o dei singoli enti impositori.

 

Per visualizzare tutta la documentazione relativa alle sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate fai click sui seguenti link:

 

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20-5-2019
ESTRATTO DELLA SENTENZA n. 513/2019 EMESSA DAL TRIBUNALE DI NAPOLI - SEZ. LAVORO . IN MATERIA DI CARTELLE DI NATURA CONTRIBUTIVA.

"Le cartelle esattoriali oggetto del presente ricorso hanno ad oggetto crediti Inps e quindi la citazione in giudizio di quest'ultimo deve ritenersi corretta essendo esso Istituto titolare della posizione creditoria. Anche Equitalia sud è stata correttamente evocata in giudizio in quanto l'opponente eccepisce la mancata notifica di atti interruttivi della prescrizione.

Nel caso di specie ci troviamo di fronte ad un'opposizione all'esecuzione ai sensi dell'articolo 615 comma del codice di procedura civile, che è stata effettuata nei termini di legge. Assorbente è la prescrizione maturata.

L'opponente ha fatto valere nel presente giudizio la prescrizione del diritto di procedere ad esecuzione forzata perché non sono mai state le cartelle notificate all’opponente e seppur siano state notificate, dalla data della loro notificazione sono comunque prescritte perché nei cinque anni successivi nessun atto interruttivo della prescrizione è stato posto in essere successivamente alla presunta notifica delle cartelle esattoriali.

La scadenza del termine per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui al D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 24, comma 5, produce soltanto l’effetto della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione..."

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20-5-2019
IL PIANO DEL CONSUMATORE

Il piano del consumatore può essere utilizzato da una persona fisica (esclusi dunque professionisti, associazioni, start up innovative, imprenditori agricoli e piccoli commercianti) che non riesce a ripagare i propri debiti o che si trova in una “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile”.

Condizione per accedere al piano è che il debito non provenga da un’attività professionale o imprenditoriale. Il cittadino deve inoltre essere «meritevole». Ciò vuol dire che non deve aver utilizzato un credito sproporzionato rispetto al suo patrimonio. Tramite il proprio avvocato, il consumatore dovrà presentare al Tribunale il proprio piano.

I Giudici provvederanno quindi a nominare un organismo di composizione della crisi che avrà l’incarico di verificare che il cittadino abbia detto il vero sulla propria situazione patrimoniale e di dare un parere sull’applicabilità del piano di rientro proposto.

Il debitore avrà inoltre la possibilità di “mettere sul piatto” eventuali crediti futuri, come per esempio il Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Il Tribunale, sentito il parere dell’organismo, deciderà il da farsi senza chiedere il consenso dei creditori. Questi ultimi hanno però la possibilità di essere ascoltati e presentare le loro contestazioni. Nel caso in cui i Giudici dessero il loro assenso, il privato potrà ripagare parzialmente i propri debiti e non dovrà liquidare il proprio patrimonio per intero.

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20-5-2019
CONTRIBUENTI IN CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

Legge salva suicidi.

La legge 3 del 2012, meglio nota come legge salva suicidi per i contribuenti in crisi da sovraindebitamento è attualmente una delle misure più valide per aiutare i contribuenti in difficoltà economica.

In un periodo in cui si fa un gran parlare di condono, rottamazione delle cartelle o pace fiscale, impariamo a conoscere cosa prevede la legge n. 3 del 2012.

Non sono pochi i privati cittadini che, a causa di eventi eccezionali e di particolari situazioni di crisi economica, non riescono più a pagare i propri debiti e si chiedono se esiste una via d’uscita. La legge salva suicidi è stata pensata proprio per rispondere a queste situazioni di reale difficoltà economica, o meglio sarebbe dire di sovraindebitamento.

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24-1-2019
PROCEDURA DI ESDEBITAZIONE

La Legge n. 3/2012 modificata dal D.L. n. 179/2012 convertito in L. n. 221/12 introduce nel nostro ordinamento la procedura cosiddetta di esdebitazione rivolta a tutti quei soggetti che sono sovra indebitati e che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge Fallimentare.

La normativa tende a prospettare un rimedio a tutte quelle situazioni di sovra indebitamento in cui un soggetto può incorrere, per tutta una serie di eventi che esulano dalla sua volontà: perdita di lavoro, malattie, crisi familiari, etc. che comportano un insostenibile aumento di oneri finanziari da pagare ai creditori, consentendo allo stesso debitore di liberarsi dai debiti e disporre nuovamente delle proprie risorse patrimoniali.

Per accedere alla Procedura di Esdebitazine occorre: 

1) essere un soggetto non fallibile o essere un debitore che non svolge attività imprenditoriali o professionali (condizione soggettiva); 
2) trovarsi in una situazione di sovra indebitamento, aver contratto debiti a cui non è più possibile far fronte (condizione oggettiva).

Uno dei vantaggi di questo nuovo strumento normativo è che si tratta di una procedura snella e veloce: il ricorso presentato dall'avvocato secondo i requisiti previsti dalla legge, viene sottoposto alla verifica preliminare da parte del Tribunale, in merito al fatto che il piano del consumatore o la proposta dell'accordo non violino norme imperative. Successivamente, con l'ausilio dell'organismo di composizione della crisi, il Tribunale valuta meritevolezza, fattibilità e convenienza della domanda che, se accolta e a determinate condizioni, può condurre alla liberazione dal debito originario.

Le tre nuove procedure sono riservate a tutti quei soggetti non assoggettabili alla procedura di fallimento, concordato preventivo, ed al procedimento di cui all'art. 182 bis della Legge Fallimentare e, pertanto: agli imprenditori commerciali le cui dimensioni escludono la loro assoggettabilità al fallimento; ai fideiussori che abbiano garantito debiti di un imprenditore fallito, in quanto non fallibili per legge; agli imprenditori agricoli; ai soggetti che svolgono un'attività di libera professione; al consumatore considerando che anche l'imprenditore o il professionista possono qualificarsi consumatori ai sensi della disciplina esaminata, purchè l'indebitamento derivi da consumi propri, ossia da obbligazioni assunte al di fuori della propria attività di impresa. Le procedure disciplinate dalla legge in esame sono tre: 

1) ACCORDO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI 
2) PIANO DEL CONSUMATORE 
3) LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO DEL DEBITORE. 

il debitore consumatore può accedere a tutte e tre le procedure; le altre tipologie di debitori possono accedere solo alle procedure di accordo di composizione della crisi e della liquidazione del patrimonio. 

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28-11-2018
CRISI DI CRISI DI SOVRAINDEBITAMENTO: requisiti e procedure.

Il consumatore, per poter accedere alla cosiddetta crisi di sovraindebitamento, deve presentare dei requisiti:

  • Essere un consumatore, non un soggetto fallibile

  • Non aver chiesto nei 5 anni precedenti alcune delle procedure previste per il risanamento dei debiti

  • Fornire tutta la documentazione idonea sul proprio bilancio economico familiare

 

Una volta accertati i requisiti per poter accedere alla procedura di crisi di sovraindebitamento, il consumatore deve rivolgersi al O.C.C. preferibilmente mediante patrocinio qualificato.

Questi organismi, che devono avere le abilitazioni concesse attraverso la legge da parte del legislatore italiano, stipulano insieme al consumatore un prospetto economico di tutte quelle che sono le sue entrate, per poi stabilire le modalità di rientro delle obbligazioni che il consumatore debitore ha precedentemente contratto con diversi creditori.

 

In questa fase è di fondamentale importanza che il consumatore dimostri la sua buona fede, ossia la possibilità da parte del consumatore stesso di mettere a disposizione di questi organismi tutta la documentazione inerente la sua vera situazione patrimoniale, quindi quelle che sono le vere uscite mensili a cui il debitore consumatore deve fare fronte.

Un volta che le O.C.C. o i professionisti abilitati hanno redatto insieme al consumatore questo piano, verrà depositato in Tribunale, in attesa dell'omologa con provvedimento inibitorio per ogni azione dei creditori, ponendo il consumatore in salvo.

 

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28-11-2018
DEBITI

Piano di rientro dai debiti più semplice se il debitore è "meritevole".

Presso il Tribunale di Torino, il debitore per risolvere la situazione debitoria, accedeva ad una procedura di Piano del Consumatore, di cui alla Legge 3/2012 sul sovraindebitamento.

Tale procedura, volta a risolvere le situazioni di sovraindeitamento del consumatore, permette – esclusivamente a consumatori, ovvero a soggetti che hanno contratto i debiti per scopi estranei ad ogni tipo di attività professionale o di impresa – di vedersi riportare il debito a quanto è possibile pagare nella condizione attuale, indipendentemente dall’ ammontare iniziale del debito e delle rate dello stesso.

Condizione fondamentale è che venga riconosciuta al sovraindebitatato la qualifica di “meritevolezza”, ovvero di non avere in qualche modo colpe nell’ avere provocato la situazione di sovraindebitamento.

Il Tribunale di Torino ha attentamente verificato che il soggetto licenziato si era sempre comportato con diligenza, avendo avuto uno stile di vita normale ed avendo pagato fino a quando gli era stato possibile le rate dei debiti contratti.

Inoltre è stata verificata l’impossibilità di trovare un nuovo lavoro alle condizioni del precedente e che nel periodo di crisi il debitore non aveva cercato di sottrarre patrimonio ai propri creditori.

Fatte le verifiche sopra esposte, il Tribunale ha sentenziato l'omologa del piano ed la conservazione di una larga parte del patrimonio ecomonico del debitore, con la cancellazione di una cospicua parte dei debiti contratti.

 

 

 

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2-10-2018
CONTRIBUTI

PRESCRIZIONE CONTRIBUTI INAIL E INPS

I contributi Inps e Inail sono soggetti a prescrizione quinquennale. Ma non solo. Anche in caso di cartella di pagamento per crediti INPS o INAIL non può trovare applicazione la prescrizione decennale prevista dall’art. 2953 c.c., poiché tale norma non si riferisce a qualsiasi pretesa, ma solo a pronunce giurisdizionali definitive, le uniche alle quali può riconoscersi efficacia di giudicato.
Ciò è quanto sancito da una sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (cfr. Cass. n.23397\2016 del 17.11.2016) il cui principio è stato avvallato dal Tribunale di Busto Arsizio -Sezione lavoro, il quale, proprio richiamando la Suprema Corte, ha recentissimamente dichiarato la nullità delle pretese dell’INPS poiché prescritte in cinque anni (Tribunale Ordinario di Busto Arsizio/ Sezione Lavoro, sentenza n.53 del 6/02/2017.

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2-10-2018
Cartelle Esattoriali

SENTENZE FAVOREVOLI AI CITTADINI IN DANNO DI EQUITALIA

Con le ultime pronunce degli Uffici Giudiziari della Campania e del basso Lazio, l'Avvocato Roberto Viola ha conseguito circa 100 sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate - Riscossione.

 La tutela contro l’aggressione dell’ente riscossore è possibile ed è lecita, in qualunque Ufficio Giudiziario ed in pendenza ( o meno) di provvedimenti quali pignoramento presso terzi ovvero fermo amministrativo o ipoteca legale, è sempre possibile approntare una difesa tecnica in favore del contribuente ingiustamente soggetto al giogo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione o dei singoli enti impositori.

 Per visualizzare le ultime sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate  fai click sui seguenti link:

 

Sentenza 1

 

Sentenza 2

 

Sentenza 3

 

Sentenza 4

 

Sentenza 5

 

Sentenza 6

 

Sentenza 7

 

Sentenza 8

 

Sentenza 9

 

Sentenza 10

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18-7-2018
CARTELLE ESATTORIALI

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5-7-2018
LEGGE SALVA SUICIDI A TUTELA DELLA CASA E CONTRO EQUITALIA

Il principio della legge Salva Suicidi é quello di far ripartire l'economia cominciando dal primo anello della catena del consumo.

Molte famiglie italiane rischiano di perdere tutto a causa dei debiti e una delle preoccupazioni principali diventa proprio la casa che, nel tempo, si é trasformata da sogno realizzabile a incubo.

Nella quasi totalità dei casi l'abitazione principale é stata acquistata contraendo un mutuo con la banca, di conseguenza non pagare le rate del mutuo equivale a rischiare una procedura esecutiva di pignoramento immobiliare e, alla fine, si potrebbe concretamente perdere la casa.

L’art. 6 comma 1 lett. a) della legge n. 3/2012, stabilisce che può beneficiarne il consumatore che si trovi in una situazione di sovraindebitamento, vale a dire "in una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile, che determina una significativa difficoltà o incapacità di estinguere i debiti".

Rientrano nella procedura, ad esempio: il mancato pagamento delle rate del finanziamento, delle carte revolving e i prestiti contratti con banche e/o finanziarie. Anche il mutuo rientra tra i debiti cosiddetti 'esdebitabili' e la legge per la crisi da sovraindebitamento può consentire a molte famiglie italiane di non vedere più il problema della perdita della casa come irrisolvibile.

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21-6-2018
LEGGE SALVA SUICIDI
 

La legge 3/2012 (SALVA SUICIDI) in commento si rivolge ai privati e alle piccole imprese che non possono accedere alle procedure concorsuali (come il fallimento, ad esempio). 

Questi soggetti, qualora versino in uno stato di sovraindebitamento (cioè, non riescano a far fronte ai propri debiti) e non abbiano fatto ricorso, nei precedenti tre anni, alla procedura di composizione della crisi, possono proporre ai creditori, con l’aiuto di appositi organismi di composizione della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso.

Il piano prevede le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori, le eventuali garanzie per l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni.

Il piano può anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori

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14-6-2018
Cartelle Esattoriali

Termine di prescrizione

La cartella esattoriale può essere assimilata all'ingiunzione fiscale che ha natura di atto amministrativo ed è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato, sicché la decorrenza del termine per l'opposizione, pur determinando la decadenza dall'impugnazione, non produce effetti di ordine processuale, con la conseguente inapplicabilità dell'art. 2953 c.c. ai fini della prescrizione.

Inoltre occorre evidenziare come le S.U. della S.C. di Cassazione, nella sentenza n. 23397 del 17/11/2016, nel comporre il contrasto emerso in giurisprudenza, hanno stabilito che

 

La scadenza del termine - pacificamente perentorio - per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5, del d.lgs. n. 46 del 1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la cd. "conversione" del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale, secondo l'art. 3, commi 9 e 10, della l. n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2953 c.c.. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, lo stesso vale per l'avviso di addebito."

 

Il termine di prescrizione è quindi d 5 anni.

 

SENTENZA 1

SENTENZA 2

SENTENZA 3

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24-5-2018
CARTELLE ESATTORIALI

Notificazione delle cartelle esattoriali

In tema di onere probatorio relativamente alla notificazione delle cartelle esattoriali da parte dell'Agente per la Riscossione, la S.C. ha nuovamente chiarito (cfr. sentenza n° 6887/16 e sentenza 13584/17) che “grava sull’esattore l’onere di provare la regolare notificazione delle cartelle di pagamento […], tale onere doveva essere assolto mediante produzione in giudizio della “relata” di notificazione […] essendo esclusa la possibilità di ricorrere a documenti equipollenti”, come ad esempio “archivi informatici”.

Sempre in tema di notificazione delle cartelle esattoriali impugnate si rileva la palese e frequente violazione della normativa ex art. 26 DPR 602/73 ed art 60 DPR 600/73 oltre che delle connesse norme previste dal C.p.c. e dalla legge postale ove richiamate e come applicabili alla notifica delle cartelle esattoriali.

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8-5-2018
Agenzia delle Entrate

 OBBLIGHI PER EQUITALIA (ORA A.d.e. RISCOSSIONE) IN TEMA DI DOCUMENTAZIONE VERSATA IN CORSO DI CAUSA.

In tema di giudizi contro l'Agenzia dell'Entrate Riscossione (ex Equitalia) la legge prescrive che l'esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione.

Quindi l'A.d.E. Riscossione non solo non potrà depositare mere fotocopie delle cartelle esattoriali impugnate e delle relative notifiche, non solo non potrà più "auto - conferire" la conformità della propria documentazione mediante i propri funzionari, ma sopratutto dovrà ESIBIRE IN GIUDIZIO la cartella esattoriale in originale o in copia conforme (con conformità rilasciata da un soggetto TERZO) UNITAMENTE alla RELATA DI NOTIFICA O ALL'AVVISO DI RICEVIMENTO (in caso di notifica postale).

Allo stato attuale i casi in cui ciò non avviene sono una schiacciante maggioranza.

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19-4-2018
Multe: quando si parla di prescrizione

La legge stabilisce, da un lato, che il diritto di riscuotere le somme dovute per violazione al codice della strada si prescrive in cinque anni ma, dall’altro, che tali somme non possono essere riscosse da Equitalia (ora a.d.e. ricossione) se sono trascorsi più di due anni dalla ricezione del ruolo da parte del Comune che le ha irrogate.

Nel primo caso parleremo della prescrizione del diritto a riscuotere le somme da parte dell'ente riscossore e dell'ente impostore, mentre nel secondo caso parliamo di un termine di decadenza entro il quale le somme devono essere poste in riscossione .

 

In entrambi i casi il cittadino è legittimato a proporre opposizione, precisamente in tale ipotesi a proporre opposizione ex art 615 c.p.c. dinanzi al Giudice di Pace poichè competente per valore e materia.

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16-4-2018
LIMITI DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

In relazione ai LIMITI DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI, OVVERO IL PIGNORAMENTO SUL CONTO CORRENTE, DELLO STIPENDIO E DELLA PENSIONE, si precisano i limiti a cui soggiace l'Agenzia delle entrate per la Riscossione:

 

- le somme dovute a titolo di stipendio o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.

 

- resta ferma la misura di cui all'articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila, in tal caso la misura sarà il famoso quinto della prestazione, salvo alcune eccezioni.

 

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4-4-2018
Pagamento e Sanzioni Bollo Auto 2018

IMPORTANTI INFORMAZIONI SUL BOLLO AUTO 2018

Se il proprietario dell’auto non paga il bollo auto 2018 entro la scadenza, per cui vi è il mancato pagamento del bollo auto entro l’ultimo giorno del mese successivo al mese in cui è stato pagato il bollo l’anno precedente, ossia, entro il 31 Marzo 2018 se la scadenza è Febbraio, entro il 30 Aprile se la scadenza è Marzo, comporta da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’inizio delle procedure per il recupero del credito.

Tali procedure, consistono dapprima nell’invio di una lettera al proprietario, un avviso bonario speditodal Comune o dall'Agenzia delle Entrate, attraverso il quale s’informa che a seguito di verifiche nei sistemi informativi, il bollo auto per quel determinato veicolo risulta omesso e che la violazione commessa può essere immediatamente sanata se si provvede al relativo pagamento, entro 30 giorni dalla data di notifica dell’avviso, pena l’iscrizione a ruolo.

L’iscrizione a ruolo del bollo auto non pagato, è invece un atto formale che comporta la notifica di una cartella di pagamento o da altro agente della riscossione, e 60 giorni di tempo per pagare quanto dovuto, pena l’attivazione di procedure cautelari ed esecutive come ad esempio il fermo amministrativo sul veicolo, al fine di recuperare le somme dovute.

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16-3-2018
Agenzia delle Entrate - Riscossione

Opposizione ad ESTRATTO DI RUOLO dell' AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE

In relazione all’ interesse ad agire nell'impugnare una o più cartelle esattoriali contenute nell' ESTRATTO DI RUOLO, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha emanato il seguente principio di diritto:

"E' ammissibile l'impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l'estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario, senza che a ciò sia di ostacolo il disposto dell'ultima parte del terzo comma dell'art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992. 

Posto che una lettura costituzionalmente orientata di tale norma impone di ritenere che la ivi prevista impugnabilità dell'atto precedente non notificato, unitamente all'atto successivo notificato, non costituisca l'unica possibilità di far valere l'invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza e pertanto non escluda la possibilità di far valere tale invalidità anche prima, nel doveroso rispetto del diritto del contribuente a non vedere senza motivo compresso, ritardato, reso più difficile ovvero più gravoso il proprio accesso alla tutela giurisdizionale quando ciò non sia imposto dalla stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione".

 

Sentenza 1

 

Sentenza 2

 

Sentenza 3

 

Sentenza 4

 

Sentenza 5

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2-3-2018
FOTOCOPIE IN GIUDIZIO

 PRODUZIONE DI FOTOCOPIE IN GIUDIZIO FA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE

Nell’ipotesi proposta è stata effettuata la produzione da parte dello stesso Concessionario della riscossione di copia di documenti, ossia le relate di notifica delle cartelle impugnate, i cui originali sono detenuti dallo stesso concessionario, per cui in tale ipotesi l’autentica può essere effettuata solo da particolari categorie di soggetti, come il notaio, sindaco, cancelliere, e dal pubblico ufficiale dal quale è stato emesso o presso il quale è depositato l’originale.

 

Orbene, se anche i funzionari della Riscossione possono considerarsi pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio relativamente alle attività inerenti la stessa Amministrazione di cui fanno parte, ciò non può dirsi relativamente al giudizio di cui è parte lo stesso Concessionario incaricato per la Riscossione, poiché se gli fosse data la possibilità di autenticare i suoi stessi documenti in giudizio, alterando il principio di parità delle armi processuali tra le parti in causa.

 

Secondo gli Ermellini: “non si può affermare che l’agente della riscossione, che è parte di un giudizio ed al quale è richiesto di dare prova dell’espletamento di una attività notificatoria, sia consentito di attribuire autenticità agli avvisi di ricevimento, che costituiscono documenti di provenienza dell’ufficiale postale, dato che l’autenticazione della copia può essere fatta: a) dal pubblico ufficiale dal quale l’atto è stato emesso; b) o presso il quale è depositato l’originale ( come nel caso dei ruoli emessi dall’agenzia delle entrate, nel qual caso il concessionario è autorizzato a rilasciarne copia, nell’interesse dei terzi, ai sensi dell’art. 14 della legge 4 gennaio 1968 n. 15”.

Ed allora se l’ AER produrrà in giudizio una copia autenticata delle relate di notifica, queste ben potranno essere disconosciute dal contribuente ed il giudice potrà decidere si riconoscerle o meno.

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21-2-2018
MEDIAZIONE TRIBUTARIA E AUTOTUTELA

 

Unitamente allo strumento di natura impugnatoria quale il ricorso in commissione tributaria, accompagnato da una "istanza" per la risoluzione in via amministrativa della controversia per debiti tributari inferiori a 50.000 euro, il contribuente ha la possibilità di aderire a veri strumenti deflattivi volti alla risoluzione della problematica, come ad esempio la mediazione tributaria che consente una definizione agevolata della lite tributaria, ma anche lo strumento dell'autotutela si sta affiancando con forza alle azioni a favore del cittadino.

 

L' avvocato Roberto Viola è in grado di offrire una consulenza vertente sulla risoluzione del contenzioso con lo Stato e con l'agenzia delle Entrate Riscossione.

 

Fai click sui seguenti Link per visualizzare le sentenze:

 

Sentenza 1

 

Sentenza 2

 

Sentenza 3

 

Sentenza 4

 

Sentenza 5

 

Sentenza 6

 

Sentenza 7

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31-1-2018
Impugnazione delle cartelle esattoriali

Sul solco delle pronunce rese dalla Corte di Cassazione, specialmente nell'anno 2017, appare sempre più chiaro che la tutela contro le pretese dell' Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) si impronta sulla richiesta rivolta all'Autorità Giudiziaria di voler acclarare i profili di illegittimità della pretesa in danno del cittadino/contribuente.

 

In particolare la ammissibilità dell'impugnazione delle cartelle esattoriali contenute nell'estratto di ruolo è una realtà radicata in quasi tutti gli Uffici Giudiziari italiani, in particolare nella regione Campania e nella regione Lazio.

 

Sentenza 1

 

Sentenza 2

 

Sentenza 3

 

Sentenza 4

 

Sentenza 6

 

Sentenza 8

 

Sentenza 9

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23-1-2018
ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI 2017-2018

GUIDA ALLA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI 2017-2018

Importanti novità sulla rottamazione delle cartelle esattoriali contenute nella Legge di Bilancio.

 

Una delle novità più rilevanti contenute nell`art. 1 del Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018, D.L. n.148-2017 è la riapertura delle cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali.

In particolare, il succitato art. 1 del collegato fiscale estende la definizione agevolata dei carichi ai soggetti che sono decaduti dalla precedente edizione, in tal modo evitando di penalizzare con l`inefficacia della rottamazione stessa i debitori che siano incorsi in errori, in disguidi o che non abbiano versato le rate per tempo.

Successivamente, viene trattato il tema della rottamazione dei ruoli affidati agli agenti della riscossione dal 1 gennaio al 30 settembre 2017, venendo a disciplinare la cosiddetta rottamazione bis. In questo caso, il debitore deve manifestare all`Agente della riscossione la sua volontà di avvalersene rendendo un`apposita dichiarazione entro il 15 maggio 2018, con modalità esclusivamente telematiche.

 

La rottamazione bis, non è altro che il proseguimento, anche nel 2018, del beneficio fiscale già introdotto con l`art. 6 del D.L. n.193-2016, poi convertito con modificazioni nella L. n.225-2017, che ha riconosciuto la possibilità per i contribuenti di optare, previa apposita domanda, della definizione agevolata dei carichi affidati all`Agenzia della Riscossione.

 

Per i carichi definibili compresi in piani di dilazione in corso alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non sia stato ammesso alla definizione agevolata a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute, costui debitore può accedere alla rottamazione: presentando entro il 31 dicembre 2017 istanza all`Agente della Riscossione oppure pagando le rate in una unica soluzione entro il 31 maggio 2018 oppure in tre rate di pari importo da pagare nei mesi di settembre, ottobre, novembre 2018, oltre agli interessi dal 1 agosto 2017 al 4,5% annuo.

 

Nell`istanza il debitore deve indicare il numero di rate che intende pagare; la sua presentazione produce gli effetti della rottamazione, pertanto, saranno sospesi i termini di prescrizione e decadenze per il recupero dei carichi che ne sono oggetto.

Entro il 31 marzo 2018, l`Agenzia delle Entrate deve indicare al debitore l`importo di tutte le rate non pagate scadute e dei relativi interessi di mora, mentre, entro il 31 luglio 2018 deve comunicare l`ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione, nonché la data di scadenza delle relative rate.

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21-1-2018
Agenzia delle Entrate - Riscossione

Con le ultime pronunce degli Uffici Giudiziari della Campania e del basso Lazio, l'Avvocato Roberto Viola ha conseguito circa 100 sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate - Riscossione.

 

La tutela contro l’aggressione dell’ente riscossore è possibile ed è lecita, in qualunque Ufficio Giudiziario ed in pendenza ( o meno) di provvedimenti quali pignoramento presso terzi ovvero fermo amministrativo o ipoteca legale, è sempre possibile approntare una difesa tecnica in favore del contribuente ingiustamente soggetto al giogo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione o dei singoli enti impositori.

 

 

Per visualizzare tutta la documentazione relativa alle sentenze favorevoli ai cittadini in danno di Equitalia ora Agenzia delle Entrate fai click sui seguenti link:

 

Sentenza 1

 

Sentenza 2

 

Sentenza 3

 

Sentenza 4

 

Sentenza 5

 

Sentenza 6

 

Sentenza 7

 

 

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21-12-2017