DEBITI

Piano di rientro dai debiti più semplice se il debitore è "meritevole".

Presso il Tribunale di Torino, il debitore per risolvere la situazione debitoria, accedeva ad una procedura di Piano del Consumatore, di cui alla Legge 3/2012 sul sovraindebitamento.

Tale procedura, volta a risolvere le situazioni di sovraindeitamento del consumatore, permette – esclusivamente a consumatori, ovvero a soggetti che hanno contratto i debiti per scopi estranei ad ogni tipo di attività professionale o di impresa – di vedersi riportare il debito a quanto è possibile pagare nella condizione attuale, indipendentemente dall’ ammontare iniziale del debito e delle rate dello stesso.

Condizione fondamentale è che venga riconosciuta al sovraindebitatato la qualifica di “meritevolezza”, ovvero di non avere in qualche modo colpe nell’ avere provocato la situazione di sovraindebitamento.

Il Tribunale di Torino ha attentamente verificato che il soggetto licenziato si era sempre comportato con diligenza, avendo avuto uno stile di vita normale ed avendo pagato fino a quando gli era stato possibile le rate dei debiti contratti.

Inoltre è stata verificata l’impossibilità di trovare un nuovo lavoro alle condizioni del precedente e che nel periodo di crisi il debitore non aveva cercato di sottrarre patrimonio ai propri creditori.

Fatte le verifiche sopra esposte, il Tribunale ha sentenziato l'omologa del piano ed la conservazione di una larga parte del patrimonio ecomonico del debitore, con la cancellazione di una cospicua parte dei debiti contratti.

 

 

 

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2-10-2018
CONTRIBUTI

PRESCRIZIONE CONTRIBUTI INAIL E INPS

I contributi Inps e Inail sono soggetti a prescrizione quinquennale. Ma non solo. Anche in caso di cartella di pagamento per crediti INPS o INAIL non può trovare applicazione la prescrizione decennale prevista dall’art. 2953 c.c., poiché tale norma non si riferisce a qualsiasi pretesa, ma solo a pronunce giurisdizionali definitive, le uniche alle quali può riconoscersi efficacia di giudicato.
Ciò è quanto sancito da una sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (cfr. Cass. n.23397\2016 del 17.11.2016) il cui principio è stato avvallato dal Tribunale di Busto Arsizio -Sezione lavoro, il quale, proprio richiamando la Suprema Corte, ha recentissimamente dichiarato la nullità delle pretese dell’INPS poiché prescritte in cinque anni (Tribunale Ordinario di Busto Arsizio/ Sezione Lavoro, sentenza n.53 del 6/02/2017.

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2-10-2018