Agenzia delle Entrate

 OBBLIGHI PER EQUITALIA (ORA A.d.e. RISCOSSIONE) IN TEMA DI DOCUMENTAZIONE VERSATA IN CORSO DI CAUSA.

In tema di giudizi contro l'Agenzia dell'Entrate Riscossione (ex Equitalia) la legge prescrive che l'esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione.

Quindi l'A.d.E. Riscossione non solo non potrà depositare mere fotocopie delle cartelle esattoriali impugnate e delle relative notifiche, non solo non potrà più "auto - conferire" la conformità della propria documentazione mediante i propri funzionari, ma sopratutto dovrà ESIBIRE IN GIUDIZIO la cartella esattoriale in originale o in copia conforme (con conformità rilasciata da un soggetto TERZO) UNITAMENTE alla RELATA DI NOTIFICA O ALL'AVVISO DI RICEVIMENTO (in caso di notifica postale).

Allo stato attuale i casi in cui ciò non avviene sono una schiacciante maggioranza.

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19-4-2018
Multe: quando si parla di prescrizione

La legge stabilisce, da un lato, che il diritto di riscuotere le somme dovute per violazione al codice della strada si prescrive in cinque anni ma, dall’altro, che tali somme non possono essere riscosse da Equitalia (ora a.d.e. ricossione) se sono trascorsi più di due anni dalla ricezione del ruolo da parte del Comune che le ha irrogate.

Nel primo caso parleremo della prescrizione del diritto a riscuotere le somme da parte dell'ente riscossore e dell'ente impostore, mentre nel secondo caso parliamo di un termine di decadenza entro il quale le somme devono essere poste in riscossione .

 

In entrambi i casi il cittadino è legittimato a proporre opposizione, precisamente in tale ipotesi a proporre opposizione ex art 615 c.p.c. dinanzi al Giudice di Pace poichè competente per valore e materia.

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16-4-2018
LIMITI DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

In relazione ai LIMITI DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI, OVVERO IL PIGNORAMENTO SUL CONTO CORRENTE, DELLO STIPENDIO E DELLA PENSIONE, si precisano i limiti a cui soggiace l'Agenzia delle entrate per la Riscossione:

 

- le somme dovute a titolo di stipendio o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.

 

- resta ferma la misura di cui all'articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila, in tal caso la misura sarà il famoso quinto della prestazione, salvo alcune eccezioni.

 

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4-4-2018